Studio Amministrazioni Condominiali di Francesco Ventura
22-03-2021
Quello che incide sul decoro architettonico dell′edificio Ŕ da intendersi bene comune
Parti comuni
Tutto ci˛ che incide sul decoro e/o sull′assetto architettonico della facciata rendendone omogeneo l′aspetto (riquadrature e soglie delle finestre, frontalini e parapetti dei balconi) ne segue il regime di ripartizione delle spese che, quindi, vanno divise fra tutti i cond˛mini. Lo scrive il Giudice di pace di Perugia con sentenza 369 del 31 agosto 2020. La vicenda A proseguire la lite accesa da una donna, sono gli eredi. Erano state loro addebitate, in base ai millesimi, le spese di riparazione di terrazzi e cornici delle finestre degli ultimi piani. Ripartizione che aveva coinvolto tutti nonostante gli interventi riguardassero solo alcuni alloggi. Decisione, a loro avviso, scorretta non avendo quei terrazzi e quelle cornici finalitÓ decorativa siccome realizzati con tecniche costruttive di edilizia convenzionata su una facciata esterna priva di valore architettonico. Dividerle per millesimi di proprietÓ andava, dunque, solo a beneficio di alcuni proprietari e violava l′articolo 1123 del Codice civile a norma del quale gli esborsi per le cose destinate a servire i cond˛mini in misura diversa vanno divise in base all′uso che ciascuno pu˛ farne. Controparte fa presente che il nodo dei lavori relativi ai terrazzi era stato superato dall′annullamento in autotutela della delibera ed evidenzia come cornici e finestre fossero beni comuni poichÚ incidenti sull′estetica della facciata. Il Giudice di Pace concorda. I beni che si intendono comuni Per consolidato orientamento, spiega, tutto quello che ha la funzione di incidere in senso positivo sul decoro e/o assetto architettonico della facciata rendendone omogeneo l′aspetto - come le riquadrature e le soglie delle finestre o frontalini e parapetti dei balconi - ne partecipa alla particolare funzione ed Ŕ soggetto alla disciplina della ripartizione delle spese delle parti comuni. I costi inerenti la loro sostituzione, pertanto, andranno divisi con criteri di proporzionale attribuzione a tutti i partecipanti al condominio. Ebbene, nel caso concreto, dalle risultanze fotografiche era emerso che riquadrature e soglie delle finestre avevano la funzione di rendere pi¨ gradevole la facciata contribuendo a migliorare il suo aspetto sotto il profilo estetico ed architettonico. Anche la corte di Cassazione ha pi¨ volte sottolineato che gravano sul condominio le spese necessarie per poter garantire e tutelare l′armonia estetica della facciata ossia le spese che concorrono a conferire allo stabile quel decoro architettonico che costituisce bene comune. Ecco che, indiscutibile la competenza dell′assemblea a decidere sui costi per gli interventi sulle parti di proprietÓ esclusiva dei singoli ma tecnicamente connesse alla facciata, la delibera era perfettamente legittima. E visto l′obbligo di ogni condomino di contribuire al pagamento delle spese di conservazione e manutenzione delle parti comuni, gli attori non potevano sottrarsi agli esborsi richiesti e divisi, correttamente, per millesimi di proprietÓ.